Skip to main content

Dog mania: no, il cane non è una moda


                                                                     Ad Alfio, il mio incredibile guerriero. 

"Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti fermati... Un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido... Se gli dai il tuo cuore, lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone possono farti sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire... Straordinario?". Io e Marley




Mentre sono sdraiata sul divano con Alfio ( mascotte del blog - il mio cane ndr ) a vedere Lilly e il vagabondo ho iniziato a pensare  all'articolo di un noto quotidiano intitolato  "Dog Mania: quando il cane è una moda". 
Sembra, da quanto riportato dal giornale, che avere un cane è la nuova moda del momento. Si è "out" se non si possiede un Alfio o un Lilly che sia. 
Realtà o fantagiornalismo? Come si può parlare di moda nel possedere un cane?
 C'è una piccola, leggera e sottile differenza tra il possedere un animale o un maglione, non so quale animale ha ( ammesso che ne abbia uno ndr ) l'autore dell'articolo per parlare di una moda riferendosi ad un cane. 
È assolutamente veritiero che si vedono più cani in giro ma non è forse un fattore relativo alla quantità in misurabile della  cattiveria odierna?


Io, che un cane lo possiedo per davvero, posso assicurare che in un solo mese di Alfio sono totalmente incondizionatamente innamorata e, al tempo stesso, ricambiata da quel birbante. 
È incredibile e stupefacente quanto amore sia riuscito a dimostrarmi  e quanto io stessa sia riuscita a manifestargli: dalle ore di veglia, alle passeggiate nelle ore più improbabili e al dire di no alla cena con l'amico storico perché "il cane sarebbe rimasto solo". 
Sono altrettanto affezionata ai miei capi vestiari ma non ho mai  pensato minimamente di non uscire perché il jeans della Levi's sarebbe rimasto solo, o cose simili.


Pertanto riflettendo or ora sull'articolo e sui vari commenti, del tutto fuori luogo, mi viene quasi da ridere. 
Cara Delevingne ha un cane, Karlie Kloss ha un cane, Monica Bellucci ha un cane, Chiara Ferragni ha un cane, le grandi attrici hanno un cane: okay, ma non è una moda. 
Avere un animale non può e non deve passare come moda, avere un cane-gatto-scimpanzé non è essere alla moda, è prendersi delle responsabilità e anche grandi. 
È avere qualcuno da amare e al tempo stesso da accudire. 
È avere un amico con cui puoi sempre parlare e che, al massimo, non dice di no ma abbaia fino a quando non gli fai delle carezze. 
È avere qualcuno sempre tra i piedi ma non cadere mai. 
È contare i grammi di croccantini che deve mangiare, mai uno di più mai uno di meno.
È litigare con i parenti che non capiscono questa tua fissazione:"è solo un animale". 
Ma soprattutto avere un cane equivale ad avere un cuore sempre caldo, anche se si è al Polo Nord in costume 




Comments

Popular posts from this blog

Sartoria Carfora: innovarsi senza dimenticare la tradizione

 " Non esiste un prototipo della mia giacca, condivido l'idea che è la giacca ad adattarsi al cliente e non viceversa".   Enzo  Carfora Per descrivere al meglio la Sartoria Carfora, servirebbe una promessa epopea: una narrazione delle gesta eroiche di Enzo Carfora, sarto e imprenditore di se stesso.  L'esordio è certamente casuale, come egli stessa ha raccontato:" ho iniziato ad appassionarmi alla sartoria dopo aver accompagnato un mio amico dal suo sarto. Sono rimasto affascinato dal primo momento che sono entrato in sartoria. Dal quel giorno non ho mai smesso di sognare".   La grande curiosità, la ricerca del particolare e la minuziosa attenzione alla richiesta del cliente hanno reso la "Sartoria Carfora" una certezza per il futuro.   Enzo Carfora, sarto e fondatore, rispondendo alle nostre domande mette in luce tutti gli aspetti che meglio caratterizzano ed identificano la sua sartoria.  - A, soli, 27 anni decide di m...

Leonida Ferrarese: l'imprenditore su misura

 “ Un abito sartoriale è come un percorso benessere: su appuntamento, il cliente viene coccolato e accompagnato nello scegliere linee, tessuti, dettagli che meglio si sposano per l’armonia della sua figura. I corpi umani non sono tutti uguali, voglio che ognuno si senta bene con ciò che indossa.” Leonida Ferrarese Classe dell’87,  stile impeccabile, una laurea in economia e la grande passione per la moda: questo l’identikit che ne esce dell’imprenditore Leonida Ferrarese. Leonida non è il classico figlio d’arte nato nel mondo della moda e cresciuto all'interno, il padre lo avrebbe , infatti,  voluto un industriale alle prese con la fabbrica di famiglia, ma niente. Subito dopo aver terminato gli studi alla Lumsa, il giovane e promettente stilista si è recato a New York dove ha iniziato a fantasticare sull'apertura di una sartoria, la sua, “BottegaDalmut”. Un sogno che si è trasformato  in realtà. Oggi la sua sarto...

Coco Chanel e Boy Capel: l'amore che creò il mito

“ Gli unici occhi belli sono quelli che vi guardano con tenerezza. ”  Coco Chanel  Nel film “Bodyguard” vi era la colonna sonora che avrebbe incantato il mondo: And i will always love you. Una promessa per molti, una minaccia per altri. Whitney Houston di quella canzone ne fece la sua vita, ma in altri tempi, nel 1915 circa,la stilista Coco Chanel molto probabilmente l’avrebbe ascoltata e cantata per il suo grande amore: Boy Capel.  Gabrielle Bonhuer Chanel, conosciuta al mondo come Coco Chanel, fu la prima femminista della storia e come ogni donna che si rispetti fu legata ad un grande amore. Da sempre consacrata come la Mademoiselle d’acciaio, con le sue perle sulla poca importanza degli uomini in realtà nascondeva un cuore grande, capace di amare e di pensare ad un futuro da perfetta moglie.  Coco iniziò la sua carriera intorno al 1909 presso l’appartamento del suo amante Balsan, a Parigi in Boulevard Malesherbes creando cappelli. Fu proprio nell...