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Sartoria Tofani: l'eleganza nella semplicità


"Dal lavoro della mia famiglia ho appreso la regola fondamentale del buongusto: la vera eleganza risiede nella semplicità". Aristide Tofani 




Dal 1954, la sartoria Tofani rappresenta un luogo di culto per gli amanti del buon gusto estetico. La passione maniacale per la realizzazione dei capi viene trasmessa, fin dalla tenera età, ad ogni componente della famiglia e ad ogni cliente. Tanto d’affascinare Suzi Menkes, tra le reporter di moda più influenti, che ha inserito la solida “bottega familiare” nella lista delle sartorie napoletane più importanti. 
L’amore per il proprio lavoro e la capacità di rinnovarsi, senza mai tralasciare la tradizione, sono gli elementi che caratterizzano i capi prodotti dalla sartoria Tofani. Abbiamo intervistato il giovane sarto della famiglia, Aristide, pronto ad ereditare e portare avanti ( nel migliore dei modi ndr ) la tradizione e l’amore per l’arte sartoriale.  



- Nata nel 1954 e affermata in tutto il mondo, come nasce la “Sartoria Tofani”?

La Sartoria Tofani è stata fondata  nel 1954 da mio nonno, Aristide Tofani, nel cuore del centro storico di Napoli. Mio nonno, primo sarto della famiglia, grazie alla sua inclinazione e passione per il mondo sartoriale è diventato ben presto un maestro riconosciuto e stimato. Giovanissimo si è formato nella scuola di uno dei più grandi Maestri della sartoria napoletana ( Vincenzo Attolini ndr ) e da quel momento la sua passione per la sartoria si è trasformata in lavoro, fondando appunto la nostra:” Sartoria Tofani”. 

- Passione che viene trasmessa da generazione in generazione, quale crede sia il segreto che ha consentito di sorpassare i “60 anni “ di attività?

Quello che ha permesso alla nostra sartoria di sorpassare i 60 anni di attività è il mondo in cui da generazioni i Tofani vivono e crescono nella bottega di famiglia. Proprio come mio nonno; anche io, mio zio e mio padre siamo cresciuti passando tante ore nella piccola bottega Tofani.
Sin da piccoli è per noi un’ abitudine giocare e trascorrere svariate ore nella sartoria: maneggiare tessuti, piccole forbici, aghi e pian piano macchine per cucire. La sartoria, l’eleganza e la passione per gli abiti sartoriali è qualcosa che noi Tofani abbiamo iniziato a vivere come un gioco che si è poi trasformato nella nostra passione e professione con il passare degli anni. Certamente la grande serietà, professionalità e rispetto per la clientela ci ha permesso di mantenere e conquistare un buon numero di clienti negli anni.



- Spesso i figli d’arte risentono dell’importanza del cognome che portano. Le è mai capitato di non sentirsi all’altezza o di sentirsi sottovalutato? 

Non mi è mai capitato di rimpiangere l’importanza del mio cognome, fortunatamente! ( aggiunge sorridendo ndr ) La mia famiglia non mi ha mai forzato verso la ricerca della fama e del successo. Quello che mi è stato chiesto è di continuare la nostra tradizione con passione e rispetto.


- Che tipo di rapporto si è instaurato nella sartoria tra lei e suo padre?


La relazione lavorativa con mio padre ci ha aiutato a consolidare il nostro rapporto. Da quando ho intrapreso il lavoro nella sartoria, ho iniziato a considerare ( più che mai, aggiunge dopo una pausa ndr ) mio padre un maestro di vita e di sartoria. Ogni giorno faccio del mio meglio per imparare e capire ciò che un sarto con tantissimi anni di esperienza, come lui, ha da insegnarmi.


- La “Fashion reporter” Suzi Menkes ha inserito la “Sartoria Tofani” nell’elenco della sartorie napoletane più importanti. Un successo o il riconoscimento di anni e anni di duro lavoro?

Essere citati da una reporter del calibro di Suzi Menkes tra le sartorie napoletane più importanti è per noi motivo di grande orgoglio. Può essere considerato un esempio di come la passione per il proprio lavoro, l’esperienza acquisita in tanti anni e il rispetto per la propria clientela siano elementi che nel tempo ripagano con grandi soddisfazioni. 


- Nella lista stilata dalla giornalista e apparsa sul noto “New York Times”,  il vostro nome è affiancato a quello di Rubinacci e Kiton: solide realtà sartoriali partenopee riconosciute ed apprezzate in tutto il 
mondo. Ritiene importante essere nato e cresciuto nella capitale italiana dell’arte sartoriale?

Essere nato a Napoli è stato fondamentale per la mia formazione. Avere accesso ed essere costantemente in contatto con tanta bellezza sartoriale mi ha fornito una migliore formazione e l’idea esatta di quello che volessi. Al tempo stesso, la conoscenza di tanti grandi maestri della sartoria è motivo di grande ispirazione e voglia di migliorarmi. 


- “ Molti uomini per strada con amici o seduti in panchine, indossano giacche eleganti in tweed o lino leggero, di certo confezionate su misura. Oggi l’abito su misura è tornato e sta bene: ha vinto la sfida contro il made in fabbrica”, queste le parole utilizzate da Suzi Menkes per celebrare la sartoria napoletana. Lei crede che ci sarà un ritorno all’eleganza dei capi su misura o che resterà un lusso per pochi?

Certamente anche il mondo della sartoria, come in molti altri settori, ha subito periodi di alti e bassi. Per fortuna, negli ultimi anni, grazie ad Internet la sartoria napoletana ha avuto la possibilità di mostrarsi e diffondersi in tutto il mondo come mai era accaduto. Sono dell’idea che la sartoria e l’importanza dell’eleganza avranno nei prossimi anni una forte crescita, questo perché un capo lavorato a mano da un sarto gode di qualità, eleganza e unicità. 

- Come si riconosce un capo realizzato dalla “Sartoria Tofani”?

I nostri abiti seguono le regole dei veri capi sartoriali napoletani. Ad esempio, la tipica giacca Tofani è molto soffice e morbida, non presenta imbottiture superflue. La linea si adagia alle forme del cliente slanciando la figura. Spesso è possibile trovare la famosa “manica a camicia” la cui morbidezza e “arriccio” sono uno dei particolari più amati dai nostri estimatori.


- Quanto tempo occorre per la realizzazione di un abito su misura?

Ogni capo viene lavorato a mano e, con cura maniacale per ogni dettaglio, soltanto da membri della nostra famiglia ( attualmente tre ndr ). I tempi medi per la realizzazione di un abito sono di 7 giorni, circa. Per la consegna invece vi occorrono dai 25 ai 90 giorni, a seconda del periodo dell’anno e del lavoro che abbiamo in bottega. 



- Spesso quello che caratterizza una sartoria è il “modus operandi” utilizzato per l’attuazione della giacca. Quale sono le caratteristiche delle vostre giacche?

La tipica giacca Tofani è molto soffice e morbida, non presenta imbottiture superflue. La linea si adagia alle forme del cliente slanciando la figura. Un'altra particolarità è la “manica a camicia” la cui morbidezza e “arriccio” sono uno dei particolari più amati dai nostri estimatori. Molte volte si cade nel pensiero errato che la morbidezza debba creare  arricci, la nostra giacca mantiene una linea pulita e perfettamente estetica, molto morbida e leggera, ma senza arricci superflui.

- Poco più che ventenne e con la forte passione per il “handmade” che, oltre al lavoro nella sartoria, l’ha portata ad aprire un suo blog. Quando e come nasce l’idea di aprire un sito personale?

Ho sempre amato Internet, i Social e il modo in cui essi possono aiutare a diffondere la propria arte e le proprie idee. Ho iniziato a lavorare al mio sito e ai nostri profili considerandoli un ottimo mezzo per diffondere il nostro lavoro e la nostra passione ad un pubblico internazionale. 
Oltre agli aspetti promozionali Internet è essenziale per la gestione e la cura della clientela; le nostre pagine ci permettono di rispondere, aiutare i nostri clienti e le persone interessate in meno di due ore e a qualsiasi ora del giorno.



- Nel suo blog si cimenta in consigli per i meno esporti del settore, riuscire infatti ad avere una buona conoscenza dell’arte sartoriale richiede grande dedizione sia in termini di tempo che di denaro. Parlare dell’asola della giacca, limitandosi a leggere un articolo su Internet non consente la vera conoscenza in materia. Ha mai pensato, oltre al blog, di realizzare dei video o scrivere veri e propri articoli sulle regole, le tipologie e caratteristiche dei capi su misura? 

Ho tante idee e progetti per il futuro ma attualmente il lavoro in sartoria occupa gran parte del mio tempo. Nel mio tempo libero mi piace lavorare a contenuti sempre migliori per i nostri profili social e per il nostro sito: Sartoria Tofani. Non escludo la possibilità di realizzare, in un futuro, video esplicativi per i nostri lettori. Ripeto però che attualmente passo il mio tempo lavorando in sartoria, non ho molte ore per dedicarmi ad altro. 

- Recentemente ( ad onor del vero ndr ) è apparso, su un noto quotidiano, un articolo sulla differenza tra giacca e blazer. Quale ritiene siano le differenze principali? 

Negli ultimi anni la parola blazer è stata utilizzata per indicare una semplice giacca “spezzata” o sportiva e non più la tipica giacca della marina britannica. La differenza tra giacca e blazer è che il blazer è pensato per essere indossato nelle situazioni meno formali, un look più casual. 
Le caratteristiche che le differenziano sono: il tessuto più corposo e i dettagli più informali ( come le tasche a toppa, aggiunge ndr ).


- Altro tema che da anni caratterizza e separa il mondo della sartoria è la correttezza del calzino sotto un abito sartoriale. Qual è la sua idea al riguardo?

In questo caso, credo sia una questione di gusti. Io indosso sempre dei calzini sotto gli abiti,  esteticamente non mi piace vedere le scarpe senza calzini ed i pantaloni troppo corti.
Unica eccezione? Per i pantaloni di lino durante le calde ed informali giornate in barca o con gli amici. 

- Qualche dritta sui canoni estetici della sartoria che nessuno di noi dovrebbe mai dimenticare?

Il rispetto per le regole fondamentali del buongusto ma soprattuto evitare gli eccessi. La vera eleganza è nella semplicità.

- Il suo modello di giacca preferito?

Amo tanti modelli di giacca, uno dei miei preferiti è il classico napoletano: 3 Bottoni “strappato” o “stirato a due”, tasche a toppa, taschino “A Barchetta” e manica a camicia. 

- Cosa non potrebbe mai mancare nel suo armadio?

Una tipica giacca napoletana navy. 




- Da qui a 40 anni, quale crede sarà il suo futuro?

Il mio obbiettivo è diventare un sarto stimato e conosciuto, come mio nonno e mio padre prima di me. Inoltre continuerò ad impegnarmi e a lavorare per mantenere la nostra tradizione sartoriale.

- Qualche consiglio ai suoi coetanei ( e non ndr ) che vogliono avvicinarsi al mondo della sartoria

Credo che al momento avvicinarsi al mondo sartoriale sia un’ottima idea. L’artigianato rappresenta l’oro dell’Italia e consiglio a chiunque abbia la mia stessa passione di frequentare una bottega con un buon maestro disposto a tramandare la propria arte.


L’eleganza è spesso nei modi delle persone, ancor prima che negli abiti. Nel caso di Aristide e della sua bottega, l’eleganza è esattamente riassunta in una delle frasi dette durante l’intervista:” la vera eleganza è nella semplicità e nell’amare il proprio lavoro”. 

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