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Anna wintour: il diavolo che veste prada

" Non penso a me stessa come una persone potente. Sapete cosa significa? Significa che puoi ottenere un posto migliore in un ristorante o biglietti per una proiezione, o altro. Ma è anche una meravigliosa opportunità di essere in grado di aiutare gli altri. E di questo sono estremamente grata.” Anna Wintour


Tutti pronti per il sequel del film “Il diavolo veste Prada” aspettando il ritorno della spietatissima Miranda Presley, esaminiamo bene la storia del capo che con la sua freddezza ha riunito l’intero mondo della moda davanti il grande schermo la potentissima Anna Wintour, direttrice di Vogue America. 
Conosciuta in tutto il mondo grazie al film, la direttrice di Vogue oltre alla sua rigidità, freddezza e temperanza è rinomata per le sue evidenti qualità nel settore della moda. 
All’età di 16 anni inizia  la carriera di giornalista di moda. Dal 1988 è la direttrice di Vogue America, anche se si vocifera che presto sarà sostituita proprio come nel sequel del romanzo di Lauren Weisberger, tuttavia si parla di voci infondate e mai confermate. Per capire meglio la Wintour bisogna conoscere uno dei miei aneddoti preferiti che la vede protagonista. Durante il colloquio per ottenere il lavoro da Vogue,  la direttrice dell’epoca le pose la domanda sul lavoro che avrebbe voluto ottenere, e il “diavolo modaiolo“  rispose con assoluto freddezza:  il suo. Ciò dimostra la sua tenacia, visto che il ruolo l’ha ottenuto e come. Ha uno stipendio annuo che supera 2000000 di dollari, un autista personale e un budget annuale di 2000000 dollari riservato alle spese dell’abbigliamento. Considerata tra le donne più potenti al mondo, non c’è da aggiungere il perché. 
La Wintour non è un diavolo, è il classico esempio di donna che si è fatta da sola, con il duro lavoro e per tale motivo tiene particolarmente alla sua figura come un ruolo autoritario. Mi viene in mente il paragone tra professore buono e cattivo, il cattivo altro non è che il professore che fa studiare, cosa per cui vengono pagati. L’essere severo della Wintour altro non è che simbolo di ricerca della perfezione. 

Sempre impegnata tra eventi mondani, settimane della moda, nuove collezioni e ovviamente la pubblicazione del giornale e dei vari articoli, la Wintour trova il tempo anche per lo sport, come?  Sveglia la mattina alle 5, si prepara per la sua lezione di tennis alle 6 e dopo si reca a lavoro. Spesso finisce con il trascorrere le sere tra party e presentazioni di nuove collezioni anche di sera tardi eppure non ne fa un problema. Una Cenerentola dei giorni nostri. Una bella addormentata che si sveglia nel bosco, non grazie al bacio del principe, ma grazie alla soffiata di vento che le ha portato all’olfatto l’odore di Chanel numero 5. 
Aveva un obbiettivo e l’ha raggiunto. Poi il carattere è quello che è, diciamo che può concedersi di tutto, perché lei altro non è che la Miranda Presley del nostro mondo. E’ lei a decidere il must della nuova stagione, è lei a decretare il successo di un artista o il suo fallimento ed è sempre lei ad indossare capolavori. 
La Wintour, a proposito della moda italiana, ha una classifica con 7 stilisti che lei ama, l’unica italiana presente è ovviamente Miuccia Prada. La direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani, sua amica storica ha dichiarato che ciò è normale, ogni direttore di Vogue infatti porta avanti la sua bandiera. Qualcuno spieghi ad Anna : nemo propheta in patria.

Concludo con una frase del film che trovo con enorme tristezza veritiera : “Ok, è tosta. Però se Miranda ( in questo caso Anna ndr ) fosse un uomo, nessuno la vedrebbe come la vedono. Direbbero sempre quanto è in gamba nel suo lavoro.” Grazie Anna perché ci fai credere in un mondo dove i sogni diventano realtà.


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