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Alessio Giacomobono: a un passo dal possibile

" Nel mio quotidiano mi ispiro a Lapo Elkann, mi piace tutto del suo stile". Alessio Giacomobono in un'intervista del 2014

                  
Yves Sain Laurent, tra i più grandi stilisti del nostro secolo, inizió a cucire in tenera età. La madre e la sorella infatti commissionavo a quest'ultimo numerosi abiti, il giovane stilista stava così per intraprendere la strada che l'avrebbe presto condotto al successo mondiale. Con il passare del tempo lo stilista decise che la sua passione doveva diventare il suo futuro e a soli 18 anni riuscì a dimostrare le sue capacità conquistando Dior.
 L'incontro tra i due fu fortemente voluto dal direttore della testata modaiola: Vogue Francia. Yves divenne "allievo" del celebre stilista francese che gli insegnò la sua tecnica. Alla morte del "maestro" Yves Saint Laurent prese le redini dell'azienda, conferendogli maggior prestigio.
 Questo aneddoto spesso riportato da Laurent è l'esempio di quanto un semplice incontro può cambiare la vita di ognuno di noi. Molto simile a Yves è  Alessio Giacomobono: protagonista dell'intervista di oggi. Un giovane e talentuoso sarto che ha incontrato il "suo Dior": Lapo Elkann. 
Vi lascio alle parole di Alessio per sognare insieme a lui. 


                                    

Un sogno nel cassetto diventato realtà, ci racconti com’è riuscito a realizzare l'incontro tra lei e il suo guru: Lapo Elkann 
È iniziato tutto per gioco. Una sera mi trovavo a casa di un amico e ho commentato una foto di Lapo su Instagram spiegando quella che era la mia passione. Immediatamente mi è arrivata la sua risposta ma la cosa è finita lì. Dopo una settimana ho nuovamente commentato una foto del guru della moda ma con un esito differente.  Lapo mi ha infatti risposto dicendo che avrebbe trascorso due giorni a Milano il martedì e il mercoledì seguente. Così senza pensarci troppo il mercoledì ho preso il primo treno per Milano.

Ha mai pensato all’idea che il suo fosse un sogno irrealizzabile?
Fino all'ultimo momento ho creduto che il mio più che un sogno fosse un 'utopia. Anche quando stavo aspettando fuori dal suo ufficio non riuscivo a farmene capace, ed invece è accaduto. Ogni volta che ci penso divento un bambino che si entusiasma per aver incontrato il suo supereroe. 

Come ci si veste per incontrare un uomo come Lapo Elkann?
Credo sia fondamentale vestirsi rispettando il proprio stile. Io ad esempio per l'occasione ho indossato un jeans, le scarpe Stan Smith ed un doppiopetto ispirato proprio alle  giacche del fondatore del brand Italian Indipendent. Non ho cercato un vestito giusto per incontrare Lapo, mi sono vestito come nel quotidiano; ritengo fondamentale rimanere sempre se stessi e sentirsi a proprio agio con ciò che si indossa.

Cosa ne sarà del suo “Su misura”?
Il "Su misura" non morirà mai (afferma convinto ndr ). Lo abbandonerò per un breve periodo, per poi riprenderlo e sperare di portarlo nel mondo .

Quanto tempo mediamente passa a cucire?
Dipende. Posso cucire giornate intere quando ho consegne urgenti da fare o poco tempo. Non c'è mai un giorno che lo passo senza ago in mano, che sia per ricucire un bottone, imbastire un abito o mettere una toppa ad un jeans, l'ago è sempre tra le mie mani. È la
mia vita.

Quanto tempo impiega per realizzare un completo?
 Per un completo dalla scelta del tessuto fino alla consegna possono passare 20-25 giorni. Mediamente per un completo personale impiego tra i 5 e i 6 giorni.

In un’altra intervista per il blog, ha affermato di occuparsi esclusivamente di capi maschili, ha cambiato idea o rimane fedele alle sue parole? 
Ho iniziato a cucire una giacca da uomo ed il mio obiettivo è quello di perfezionarla al massimo per creare un giorno capi indiscutibili. La sartoria da donna non mi ispira, amo guardare abiti da donna ma non crearli . 

Ha appena concluso il liceo, ha intenzione di continuare con gli studi universitari
Mi sarebbe piaciuto molto dedicarmi all'università. Da piccolo volevo fare l'interior designer, ma ormai ho iniziato un cammino che non posso abbandonare e che mi sta dando molte soddisfazioni. Mi piace molto imparare ma solo cose che mi interessano: leggo spesso e volentieri articoli, vedo documentari che sicuramente mi arricchiscono culturalmente, ma la mia università oggi è la sartoria.


L’asola sta all’abito come la cornice al quadro”. Un detto spesso ricorrente nel mondo della sartoria, lei nella realizzazione di tale dettaglio a quale modello di asola fa riferimento: napoletana o milanese?
Assolutamente napoletana. Da un tocco di classe all'abito e metti in risalto il lavoro manuale. Inoltre come "segno di riconoscimento" applico spesso il tricolore  sull'occhiello -prende un respiro e aggiunge ndr-  che ho ripreso proprio dalle giacche di Lapo.

- Due brands che, secondo lei, rappresenteranno il futuro della moda?
Non credo ci siano brand che rappresentino il futuro: Armani, Valentino ed altri grandi maison fanno parte del passato, del presente e del futuro. Su quello che è il mio gusto personale direi: Canali e Philippe Plein. Quest'ultimo in particolare porta avanti uno stile che mi piace molto.

Come si vestirebbe per un colloquio lavorativo?
Per un colloquio lavorativo indosserei: doppiopetto gessato, camicia celeste con collo e polsino bianco, cravatta a contrasto e stringata nera in cuoio.

Quale stile preferisce tra quello proposto da Nick Wooster e lo stile di Gianni Agnelli?
Gianni Agnelli rappresenta lo stile italiano.  Dettava leggi sul buongusto ed era e rimane un'icona del bel vestire. Nick Wooster invece è molto eccentrico, ho avuto il piacere di vederlo "dal vivo" e  in varie occasioni: mi piace il suo stile e le sue collezioni. Ci sono giorni che mi ispiro ad uno e giorni ad un altro. Tuttavia se dovessi scegliere mi schiererei dalla parte dell'avvocato, senza alcun dubbio.

Che cos’è per lei il lusso?
Riprendendo l'aforisma di Coco Chanel, anche per me il lusso è l'opposto della volgarità. E' girare con un orologio costoso al polso ma non metterlo in mostra, è avere una bella macchina ma non dare troppo a vedere. È la capacità di possedere, senza dover sempre dimostrare ciò che si ha.


C’è qualcuno a cui deve dire grazie?
Ci sono tante persone che devo ringraziare a partire dalla mia famiglia che mi ha sempre appoggiato in tutto e per tutto, a chi si complimentava con me quando uscivo in giacca e cravatta mentre in tanti mi deridevano. Devo inoltre ringraziare chi mi ha permesso di creare qualcosa per lui, chi mi ha permesso di organizzare sfilate e sicuramente oggi devo ringraziare Lapo Elkann. Ma più di tutti devo ringraziare chi mi ha sempre criticato. È stato grazie a loro che oggi sono molto più sicuro, vedendo in loro ciò che non sarei mai voluto diventare sto creando piano piano la mia personalità ed il mio futuro.

Progetti per il futuro?
Per il futuro spero di migliorarmi sempre di più e di creare qualcosa. Ho molti progetti in mente ma preferisco parlarne quanto riuscirò a concretizzarli.

La sua definizione personale di stile
Stile per me è essere vestito con 10€ addosso meglio di chi ne ha 5000. È star bene con ciò che si indossa e non fare caso alle etichette o al prezzo. Spesso le persone credono di avere stile indossando abiti firmati. Per me lo stile non ha prezzo o marchio ed è accessibile a chiunque. 


Ci sono diversi tipi di sogni, ma sopratutto ci sono sogni che sono talmente difficili che solo i migliori riescono a realizzare e di questi sogni coloro che vivono sulle nuvole amano nutrirsi. Così come per tutti è fondamentale mangiare, per alcuni lo è molto di più sognare. Alessio Giacomobono è proprio l'esempio avvincente e vincente: un giovane sarto autodidatta che si è messo in gioco, sfidando il destino e vincendo su di esso. Saltando dall'impossibile, a un passo dal possibile. 












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